Il programma Resistenza al Fuoco è stato perciò aggiornato alle Norme Tecniche per le Costruzioni, che a loro volta si richiamano agli Eurocodici.
Può però avvenire, nel breve periodo, che l’utente possa essere ancora costretto ad utilizzare le disposizioni UNI 9502, oppure rispettare le indicazioni CNR del 1999, che sono perciò ancora contemplate nel programma.
Segnaliamo che per opere diverse dal c.a. è sempre possibile riferirsi agli Eurocodici e alle norme UNI 9503/2007 e 9504.
Così facendo il programma consente anche di rispettare le disposizioni contenute nei D.M. del 16 febbraio 2007 e del 9 marzo 2007.
L’ambiente normativo è già codificato nel programma: riguarda, ad esempio, le azioni di incendio, le proprietà e i fattori di riduzione delle resistenze dei materiali ( calcestruzzo, acciaio ordinario e precompresso).
Di fatto l’utente dispone di ancora maggior libertà progettuale, perché tutti i parametri in questione possono essere definiti anche a suo piacimento.
Resistenza al fuoco realizza l’analisi termica ad elementi finiti, sotto l’azione di incendio, per sezioni di forma generica e composte da qualsiasi materiale, che talora può svolgere anche soltanto una funzione protettiva. A valle dell’analisi termica, per sezioni in c.a. e c.a.p., si procede alla verifica della capacità portante.
Come tutti gli altri programmi AMV, anche Resistenza al Fuoco adotta un’interfaccia convenzionale Windows.
Per modellare una sezione sono previste diverse possibilità; le sezioni di uso corrente (rettangolari, a L, a T etc.) risultano già predefinite ed è pertanto sufficiente assegnare le loro dimensioni geometriche; analogamente i profili metallici possono essere selezionati nel loro archivio, fornito con la procedura e liberamente ampliabile dall’utente. Le sezioni di forma generica vanno invece disegnate sfruttando gli appositi strumenti predisposti dalla procedura (linea, arco, raccordo...); la soluzione più immediata però è il semplice riconoscimento della sezione disegnata in ambiente cad, in formato dwg o dxf.
Dopo aver completato l’input della sezione questa viene automaticamente suddivisa in una mesh di elementi finiti, sulla base di una dimensione massima definita dall’utente (di solito non superiore a 2 cm).
Ad ogni elemento della sezione (o più comunemente ad ogni sua parte) va associato un materiale, caratterizzato dalle proprietà che intervengono nell’analisi termica: conduttività, calore specifico, densità.
Vanno quindi dichiarate le pareti della sezione esposte al fuoco, all’aria ambiente oppure in continuità strutturale (adiabatiche), con l’ausilio di rapide funzioni di assegnazione dei vincoli termici. Le modalità di scambio del calore sui lati esterni della sezione può avvenire mediante convezione e radiazione.
Dopo aver definito il tempo finale di esposizione si può così lanciare l’analisi termica, i cui risultati vengono agevolmente esaminati per via grafica: la mappa a colori consente, infatti, di avere un’immediata percezione della distribuzione delle temperature e in particolare del loro effetto in punti significativi, ad esempio in corrispondenza delle armature. Qualunque immagine può essere direttamente riprodotta su stampante, anche a colori, o importata in una generica relazione di calcolo mediante le funzioni copia/incolla di Windows. Permangono comunque anche i tradizionali tabulati di stampa.
Successivamente si può procedere alla verifica della capacità portante della sezione. Per posizionare le armature in c.a. (ordinarie o di precompressione) la soluzione più immediata è quella di sistemare innanzitutto le barre ai vertici, a distanza di copriferro, e quindi di infittire le armature fra una coppia già introdotta.