Il software per l'analisi termica e la verifica di resistenza al fuoco consente di effettuare l’analisi termica e la verifica di resistenza al fuoco nel rispetto di più codici prescrittivi.  L’analisi termica avviene ad elementi finiti di sezioni composte da qualsiasi materiale, sotto l’azione dell’incendio.
A valle dell’analisi termica, per sezioni in c.a. e c.a.p., si procede alla verifica della capacità portante.
DAL PRIMO APRILE 2010 NON E' PIU' POSSIBILE UTILIZZARE, PER L'ANALISI E LA VERIFICA DI SEZIONI IN CEMENTO ARMATO, LA NORMA UNI 9502 CHE E' STATA RITIRATA
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Il programma Resistenza al Fuoco è stato perciò aggiornato alle Norme Tecniche per le Costruzioni, che a loro volta si richiamano agli Eurocodici.

Può però avvenire, nel breve periodo, che l’utente possa essere ancora costretto ad utilizzare le disposizioni UNI 9502, oppure rispettare le indicazioni CNR del 1999, che sono perciò ancora contemplate nel programma.
Segnaliamo  che per opere diverse dal c.a. è sempre possibile riferirsi agli Eurocodici e alle norme UNI 9503/2007 e 9504.
Così facendo il programma consente anche di rispettare le disposizioni contenute nei D.M. del 16 febbraio 2007 e del  9 marzo 2007.
L’ambiente normativo è già codificato nel programma: riguarda, ad esempio, le azioni di incendio, le proprietà e i fattori di riduzione  delle resistenze dei materiali ( calcestruzzo, acciaio ordinario e precompresso).
Di fatto l’utente dispone di ancora maggior libertà progettuale, perché tutti i parametri in questione possono essere definiti anche a suo piacimento.
Resistenza al fuoco realizza l’analisi termica ad elementi finiti, sotto l’azione di incendio, per sezioni di forma generica e composte da qualsiasi materiale, che talora può svolgere anche soltanto una funzione protettiva. A valle dell’analisi termica, per sezioni in c.a. e c.a.p., si procede alla verifica della capacità portante.
Come tutti gli altri programmi AMV, anche Resistenza al Fuoco adotta un’interfaccia convenzionale Windows.
Per modellare una sezione sono previste diverse possibilità; le sezioni di uso corrente (rettangolari, a L, a T etc.) risultano già predefinite ed è pertanto sufficiente assegnare le loro dimensioni geometriche; analogamente i profili metallici possono essere selezionati nel loro archivio, fornito con la procedura e liberamente ampliabile dall’utente. Le sezioni di forma generica vanno invece disegnate sfruttando gli appositi strumenti predisposti dalla procedura (linea, arco, raccordo...); la soluzione più immediata però è il semplice riconoscimento della sezione disegnata in ambiente cad, in formato dwg o dxf.
Dopo aver completato l’input della sezione  questa viene  automaticamente suddivisa in una mesh di elementi finiti, sulla base  di una dimensione massima definita dall’utente (di solito non superiore a 2 cm).
Ad ogni elemento della sezione (o più comunemente ad ogni sua parte) va associato un materiale, caratterizzato dalle proprietà che intervengono nell’analisi termica: conduttività, calore specifico, densità.
Vanno quindi dichiarate le pareti della sezione esposte al fuoco, all’aria ambiente oppure in continuità strutturale (adiabatiche), con l’ausilio di rapide funzioni di assegnazione dei vincoli termici. Le modalità di scambio del calore sui lati esterni della sezione può avvenire mediante convezione e radiazione.
Dopo aver definito il tempo finale di esposizione si può così lanciare l’analisi termica, i cui risultati vengono agevolmente  esaminati per via grafica: la mappa a colori consente, infatti, di avere un’immediata percezione della distribuzione delle temperature e in particolare del loro effetto in punti significativi, ad esempio in corrispondenza delle armature. Qualunque immagine può essere direttamente riprodotta su stampante, anche a colori, o importata in una generica relazione di calcolo mediante le funzioni copia/incolla di Windows. Permangono comunque anche i tradizionali tabulati di stampa.
Successivamente si può procedere alla verifica della capacità portante della sezione. Per posizionare le armature in c.a. (ordinarie o di precompressione) la soluzione più immediata  è quella di sistemare innanzitutto le barre ai vertici, a distanza di copriferro, e quindi di infittire le armature fra una coppia già introdotta.

Si può anche introdurre un’armatura a una certa distanza dal lato esterno e sono disponibili gli  ordinari metodi, tramite mouse o coordinate, però ormai desueti.

Anche le armature, come gli altri oggetti – elementi e nodi – che compongono la sezione,  possono essere gestiti con gli strumenti di cancellazione, modifica, copia, spostamento. Segnaliamo l’utilità della funzione “Trova” che consente di individuare gli oggetti in base alle proprietà, come materiali oppure diametri d’armatura.

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Entrando nel merito  del dimensionamento ci riferiamo esplicitamente alle Norme Tecniche per le Costruzioni ( e quindi agli Eurocodici). In questa fase va dichiarata la classe dei materiali: il programma legge in un apposito archivio i valori dei parametri ( come le tensioni di calcolo) da utilizzare in verifica ( per inciso gli archivi sono distinti per le verifiche a freddo e a caldo). La procedura determina innanzitutto le sollecitazioni resistenti a pressoflessione, integrando le capacità resistenti degli elementi in calcestruzzo e delle armature; le resistenze dei materiali vengono penalizzate in funzione della temperatura che agisce localmente. La curva dei fattori di riduzione può esser scelta fra quelle contemplate dall’Eurocodice, oppure stabilita liberamente dall’utente.
Tegolo

 Da segnalare che la deformazione ultima dell’acciaio è portata al 2%: solo in queste condizioni, infatti, l’utente può utilizzare la curva di riduzione più favorevole stabilita dalle norme per armature con alta deformazione, frequente soprattutto in travi e solette. Si ottiene così un notevole incremento della capacità resistente della sezione.
La verifica a taglio procede analogamente tramite un processo di integrazione delle capacità portanti dei singoli elementi; viene così determinata la resistenza a taglio per sezioni sprovviste di specifica armatura a taglio ( ad es. solai), viene effettuata la verifica delle bielle compresse con il metodo del traliccio a inclinazione variabile, viene determinata la densità di armatura minima necessaria per sostenere l’azione tagliante esterna.
Anche in fase di verifica sono disponibili più strumenti per l’indagine dei risultati e per la loro riproduzione in stampa, ma sono sempre privilegiate le modalità grafiche di rappresentazione. Ad esempio l’utente può visionare la posizione dell’asse neutro, le deformazioni e le tensioni più significative nel calcestruzzo e nelle armature.
In alternativa alla verifica locale si può determinare il dominio di resistenza della sezione, che consente di avere una visione più generale del comportamento della sezione, particolarmente utile soprattutto per i pilastri.

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