Per la verifica di sezioni in c.a. è disponibile una procedura che
effettua il calcolo sia alle tensioni ammissibili che con il metodo semiprobabilistico agli stati limite. Per lo s.l. si possono adottare i criteri di verifica secondo il
DM 96, EC2/1992, EC2/2005, NTC 2008.
L’apparato normativo sta indirizzandosi verso l’uso quasi esclusivo del metodo degli s.l., a cui faremo principale riferimento nel seguito. La procedura in esame, completamente revisionata, può risultare utile anche sotto il profilo formativo; è semplice da usare e consente di apprezzare graficamente i risultati in tutti gli aspetti deformativi e tensionali tipici del metodo. Ma fissiamo innanzitutto l’attenzione su 2 novità dell’applicativo:
- Parametrizzazione delle proprietà dei materiali
- Applicazione dei minimi di norma
I risultati del calcolo dipendono, in modo significativo, dalla norma applicata (ad esempio DM 96 oppure NTC 2008) per numerose ragioni. Innanzitutto sono differenti i metodi di calcolo (ad es. per le azioni taglianti). In secondo luogo sono differenti i parametri di calcolo ( ad es. tensioni di riferimento): nasce quindi l’esigenza di differenziarli utilizzando banche distinte; inoltre, nell’ambito di una stessa normativa (ad esempio EC2/2005) i parametri vanno ulteriormente distinti in relazione al Paese di riferimento. Tutte queste banche sono comuni agli applicativi AMV e quelle di interesse nazionale sono già presenti nelle confezioni in distribuzione. Pertanto, in fase di verifica, l’utente stabilisce la norma da usare ( ad es. NTC 2008) e la procedura sa quali regole e quali parametri di calcolo applicare.
Passiamo ora a descrivere la seconda novità che abbiamo evidenziato. I risultati finali del calcolo, infatti, non dipendono solo dalle sollecitazioni in atto, ma, in misura rilevante, dall’applicazione di minimi di norma anch’essi variabili con le disposizioni: anche i minimi sono perciò parametrizzati e inseriti nelle banche già descritte. All’utente spetta specificare alcune ulteriori informazioni essenziali, quali la tipologia dell’elemento (pilastro, setto, trave etc.), il caso in esame (statico o sismico), l’appartenenza a una cosiddetta zona critica. Per inciso tali informazioni sono le stesse che MasterArm ricava, invece, automaticamente dal modello strutturale nell’esame di un progetto complessivo.
Dopo aver descritto alcuni aspetti di ordine generale entriamo nell’ambito operativo per segnalare la disponibilità, per motivi pratici, di due procedure: la prima punta a verificare sezioni di forma del tutto generica, la seconda è finalizzata al rapido esame di sezioni standard.
Nella procedura per sezioni generiche l’input può avvenire con gli abituali strumenti di disegno, ma si può anche semplicemente importare un disegno realizzato con un qualsiasi Cad. In alternativa la sezione può venir assegnata specificando tipologia (rettangolare, poligonale, circolare, circolare cava, a C, a T, a L etc.) e i relativi dati geometrici.