Certamente con l’introduzione delle NTC l’attività professionale si è fatta più complessa e richiede, per raggiungere lo stesso scopo, preparazione professionale e impiego di tempo ben superiore al passato. Da non trascurare la difficoltà inerenti alla direzione dei lavori, per effetto delle significative richieste di cantiere, in cui operano talora imprese non sufficientemente qualificate. Ad aggravare le difficoltà professionali hanno contributo le difficoltà interpretative della norma, l’assenza di chiarimenti “istituzionali”, la diffusione di regolamenti regionali contradditori: in alcuni casi molto permissivi, in altri straordinariamente severi. A fronte di una domanda di prestazioni in fortissimo aumento e di significative difficoltà “ambientali”, le tariffe professionali sono rimaste ufficialmente invariate , ma di fatto il compenso professionale ha subito, paradossalmente, fortissime riduzioni. In queste condizioni molti strutturisti hanno valutato la possibilità di abbandonare il settore e alcuni lo hanno già fatto.
Ricordando le raccomandazioni della Commissione Europea tese alla diffusione degli Eurocodici negli Stati membri, traguardando il futuro, potrebbe sembrare che l’approvazione recente degli annessi nazionali possa spianare la strada al loro recepimento esclusivo nel quadro normativo nazionale. Nel frattempo, però, sono stati istituiti 11 Gruppi di Lavoro preposti a rivedere gli altrettanti capitoli delle NTC. Fra le osservazioni formulate non possiamo che condividere quelle predisposte dall’Ordine degli Ingegneri di Milano [www.ordineingegneri.milano.it/argomenti/ntc-2008-1/ntc-2008/articolo_rivista_51-pdf]. Ci auguriamo che anche le aspirazioni e le aspettative dei professionisti possano trovare giusta accoglienza in questo contesto ( ma l’auspicio nasconde anche fondati timori).