I carichi sono stati impostati in MasterSap in modo da essere conformi alle esigenze applicative delle varie norme disponibili a livello internazionale ma anche per garantire all’utente una stessa modalità operativa nei diversi casi (t.a., s.l. etc).
Osserviamo innanzitutto che i carichi vengono archiviati in più banche distinte. I valori previsti dalle varie norme sono infatti spesso diversi, come avviene per la stessa massa sismica prescritta dal DM 96 o dalle NTC 2008. All’interno delle banche i carichi vengono distinti per azione e categoria ( ad esempio all’azione “permanenti” partecipano le categorie peso proprio oppure permanente portato; all’azione “variabili” partecipano le categorie dei carichi domestici oppure per uffici etc.). Tutte le banche sono già disponibili in MasterSap e liberamente ampliabili dall’utente.
Dalle banche generali i carichi vengono importati nel progetto in corso e attribuiti dall’utente a una condizione di carico; generalmente quelli affini, contraddistinti dalla stessa azione e categoria (ad es. i p.p. di solai di diversa altezza), vengono introdotti nella medesima condizione carico perché accomunati in fase di elaborazione. Il numero di condizioni di carico è illimitato.
Come si può intuire il processo di inserimento dei carichi è quindi immediato: importazione dalla banca desiderata, attribuzione (guidata) a una arbitraria condizione di carico.
Altrettanto immediato ( anzi automatico) è l’inserimento delle combinazioni di carico. Infatti, essendo fin dall’inizio nota la norma adottata per il progetto, MasterSap può importare da un’ulteriore banca generale le combinazioni di carico corrispondenti. Nel caso più generale, sismico allo stato limite, le combinazioni di carico risultano suddivise in tre schede: s.l.u. ( che ospita le combinazioni statiche e sismiche allo stato limite ultimo), s.l.e. ( che ospita le combinazioni di esercizio rara, frequente, quasi permanente) e lo s.l.d. (finalizzato a determinare le deformazioni relative in campo sismico). Si evita così all’utente il rischio di perdersi nel ginepraio dei coefficienti parziali di sicurezza, che assumono valori differenti nei vari casi ( per lo stesso p. p. il coefficiente vale 1.4 per il DM 96 e 1.3 per le NTC 2008). Per inciso anche i coefficienti di sicurezza sono registrati in una propria banca in modo che l’utente possa, al bisogno, prontamente aggiornarli.
Altrettanto immediato ( anzi automatico) è l’inserimento delle combinazioni di carico. Infatti, essendo fin dall’inizio nota la norma adottata per il progetto, MasterSap può importare da un’ulteriore banca generale le combinazioni di carico corrispondenti. Nel caso più generale, sismico allo stato limite, le combinazioni di carico risultano suddivise in tre schede: s.l.u. ( che ospita le combinazioni statiche e sismiche allo stato limite ultimo), s.l.e. ( che ospita le combinazioni di esercizio rara, frequente, quasi permanente) e lo s.l.d. (finalizzato a determinare le deformazioni relative in campo sismico). Si evita così all’utente il rischio di perdersi nel ginepraio dei coefficienti parziali di sicurezza, che assumono valori differenti nei vari casi ( per lo stesso p. p. il coefficiente vale 1.4 per il DM 96 e 1.3 per le NTC 2008). Per inciso anche i coefficienti di sicurezza sono registrati in una propria banca in modo che l’utente possa, al bisogno, prontamente aggiornarli.
La tipologia di carico per tutti gli elementi è del tutto generale e riguarda carichi lineari, di superficie (pressioni), forze concentrate, applicabili in qualunque direzione, locale o globale, con una generica distribuzione dell’azione. Fra le possibile tipologie di carico rientrano anche gli effetti inerziali, che richiedono di assegnare le accelerazioni nelle tre direzioni principali, in modo da simulare, in analisi particolari, l’effetto di azioni esterne prodotte sulla struttura dal movimento di mezzi o persone oppure per determinare il comportamento sismico degli elementi non strutturali.
La distribuzione dei carichi sulla struttura è agevolata da apposite funzioni che ne accelerano l’esecuzione. Per gli edifici è disponibile una procedura che provvede alla distribuzione automatica dei carichi di solaio sulle travi di impalcato; a tal fine è sufficiente assegnare l’orditura, indicare i carichi elementari coinvolti, precisare l’eventuale presenza di vuoti di solaio (vani ascensore, rampe scale etc.). Funzioni automatiche sono predisposte anche per altri casi, come per la distribuzione della pressione idrostatica o di quella agente sui muri contro terra.