Per la verifica di edifici esistenti in c.a. AMV ha realizzato un apposito modulo applicativo denominato MasterEsist.

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La verifica degli edifici esistenti sta acquistando sempre maggiore importanza. Le NTC e in particolare la circolare al cap. C8 nello specifico al par. “C8.7.2.4 Metodi di analisi e criteri di verifica” contempla questi principali metodi di verifica:
  • Analisi lineare con spettro elastico
  • Analisi lineare con fattore q
  • Analisi non lineare (pushover)

Come anticipato l’analisi può seguire diversi percorsi indicati dalle Norme. Per strutture in c.a. e acciaio, se il grado di conoscenza è il minimo (LC1), è possibile utilizzare i soli metodi di analisi lineare. E’ evidente che è ragionevole, anche sotto il profilo economico, effettuare una valutazione  iniziale della vulnerabilità sismica dell’edificio sulla base di informazioni elementari, ovvero tramite un “Progetto simulato in accordo alle norme dell’epoca” e sulla base di “limitate prove in situ”.
In LC1 l’impiego, obbligato per c.a. e acciaio, dell’analisi lineare può procedere per due vie: 

  • calcolo con adozione dello spettro elastico
  • oppure con l’introduzione del fattore di struttura

Quest’ultimo metodo è proceduralmente molto simile  a quanto previsto per i nuovi edifici: la verifica viene fatta in termini sia per gli elementi duttili (tipicamente a pressoflessione) sia per quelli fragili (comunemente a taglio).

A questo fine l’utente può “simulare” il progetto di una struttura esistente, realizzando poi il dimensionamento con MasterArm, applicando la norma dell’epoca e le caratteristiche dei materiali più appropriate. In questo modo ottiene una distribuzione di armatura, ipotetica ma ragionevole, a pressoflessione e a taglio, su ogni elemento strutturale. Tali armature possono poi essere modificate dall’Utente, oppure possono venire direttamente (e anche totalmente) introdotte qualora si procedesse in base a un rilievo oppure il professionista conoscesse i disegni esecutivi dell’opera. Alcune funzioni accessorie, come quella di copia fra elementi (utile ad esempio per i pilastri), rendono più rapido il processo di inserimento dei dati.

L’analisi lineare con spettro elastico si presenta invece come un caso a sé; innanzitutto i risultati del calcolo vanno obbligatoriamente sottoposti a una validazione iniziale che deve accertare l’applicabilità dell’analisi (lineare)  ricercando una certa uniformità del comportamento complessivo della struttura in termini di  capacità resistenti da confrontare con le corrispondenti sollecitazioni agenti.

In caso affermativo il dimensionamento viene effettuato, per gli elementi duttili, confrontando la “domanda” di deformazione determinata dall’analisi con le “capacità” di deformazione dello stato di fatto; per gli elementi “fragili” la verifica è invece realizzata in termini di resistenze.
Questo approccio di dimensionamento lineare degli edifici esistenti ha forti analogie con quanto previsto dal pushover.

I metodi lineari sono indubbiamente convenienti negli interventi di miglioramento sismico, in cui è “sufficiente” dimostrare che l’intervento in progetto dà luogo ad una struttura meno vulnerabile di quella originaria.
In estrema sintesi riassumiamo il nostro pensiero:

  • Per livello di conoscenza LC1, per c.a. e acciaio, è possibile adottare esclusivamente verifiche in campo lineare;
  • Prima di passare al livello LC2, che richiede opportuni approfondimenti sullo stato di fatto e conseguenti costi non insignificanti innanzitutto per le indagini e poi sui costi dell’adeguamento, è importante farsi un’idea preventiva della vulnerabilità sismica dell’edificio;
  • In base all’ esperienza professionale maturata  i tecnici hanno certamente maggior confidenza con i metodi di calcolo lineari, i cui risultati sono certamente più facilmente interpretabili.
Per livelli di conoscenza più elevati (LC2 e LC3) si può impiegare, per c.a. e acciao, anche il pushover, con cui, come noto, si valuta il comportamento non lineare della struttura sottoposta a forze statiche crescenti; per il dimensionamento si adottano criteri analoghi a quelli già descritti per lo spettro elastico in campo lineare.

Un caso a sé è rappresentato dagli edifici in muratura, per i quali l’analisi non lineare può essere adottata anche per il livello di conoscenza LC1. Considerata in ogni caso la criticità e l’ambiguità dell’analisi non lineare riteniamo consigliabile studiare innanzitutto  il sistema resistente con i metodi lineari: nelle nostre procedure il dimensionamento per le pareti viene realizzato da MasterMuri.
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